Le ville di Agrigento – scempi imperfetti, ovvero, quando il passato e’ sempre presente. L’autore Paolo Cilona, con grande meticolosita’ racconta la vita e la morte delle ville comunali della città: Maria Teresa d’Asburgo poi Garibaldi, Maggiotto, Cavetta, Bonfiglio, del Sole, Belvedere Arancio, Pertini, parco dell’Addolorata. L’autore del pregiato lavoro rivisita le scelte compiute dalle Amministrazioni comunali a favore del cemento e quindi della speculazione edilizia in danno della bellezza del verde e del paesaggio. Il primo capitolo comincia: C’era una volta una villa bellissima con annesso un parco assai suggestivo. Si chiamava Garibaldi realizzata nel 1850 e rasa al suolo a partire dal 1948 per dare sfogo all’edilizia pubblica e privata. Incomincia così questa triste storia agrigentina. Una vicenda amara come tante altre che ha subito la città, dove le responsabilità dei danni irreparabili sono rimaste nel vago e indefinite. La Villa Garibaldi appartiene alla storia dei grandi scempi agrigentini. Contro lo scempio scesero in campo personaggi della cultura come Sinatra, Macaluso, Malgioglio. Il loro tentativo naufragò tra l’indifferenza dei cittadini e la furia del potere locale. Dopo questo scempio l’opera di distruzione continuò verso altre storiche ville sotto lo sguardo impassibile delle future autorità comunali. Un crescendo rossiniano per arrivare per ultimo allo scempio della villa del Sole. L’autore ha inserito nel libro le composizioni dei Consigli comunali che sono stati gli artefici protagonisti degli scempi delle ville. Gli atti deliberativi, i giudizi severi di tanti cittadini ed in particolare di: Lia Rocco, Gaetano Siracusa, Rosalba Taglialavoro, Marco Falzone, Daniele Gucciardi, Giusi Parolino, Alberto Crapanzano, Nino Cuffaro, Giuseppe Di Rosa, Mario Aversa, Vincenzo Campo, Enzo Abate, Domenico Bruno, Giuseppe Riccobene. Insomma, un libro denuncia da leggere per i suoi riflessi sociali, culturali, ambientali.
