Ven. Apr 4th, 2025

Nasce a Roma  la costituente degli amministratori locali di ispirazione cristiana

Il 14-15 febbraio, a Roma, presso il Th Hotel (ex “Domus Mariae”, via Aurelia 481), si riunisce per la prima volta la “rete di Trieste”, network di amministratori locali di ispirazione cristiana nato a margine della Settimana Sociale dello scorso luglio. Oltre 300 gli amministratori che hanno già comunicato la loro presenza. Alla rete aderisce anche Giuseppe Mattina, che ha coordinato gli incontri della rete in Sicilia. “In questo momento storico, i valori della nostra democrazia necessitano più che mai di un incontro profondo con la dottrina sociale della Chiesa”, dichiara Mattina. “Recuperando lo spirito del popolarismo sturziano, dobbiamo tornare a offrire risposte concrete soprattutto a chi ha meno e vive ai margini. Solo attraverso questo impegno quotidiano possiamo sviluppare un’attenzione reale, efficace ed accogliente verso i poveri, le persone in difficoltà e i giovani. La Rete di Trieste rappresenta un’opportunità preziosa per costruire, insieme, un nuovo modo di fare politica che parta dai territori e dai bisogni concreti delle persone.” La Rete, nata come “sorpresa dello spirito” – come l’ha definita monsignor Luigi Renna – conta oggi quasi 500 amministratori e operatori sociali provenienti da tutta Italia. Non nasce per creare un nuovo partito, ma per generare nuove condizioni di ascolto e condivisione, recuperando il senso di una partecipazione collettiva che sappia superare gli steccati delle coalizioni e delle polarizzazioni forzate. L’evento di Roma rappresenterà una vera e propria costituente degli amministratori cattolici, con una metodologia che parte dal basso e che fa sentire tutti protagonisti. Il programma prevede tavole rotonde e confronti con figure di spicco del panorama politico, sociale ed ecclesiale italiano, tra cui Giuseppe Notarstefano, presidente dell’Azione Cattolica italiana, e numerosi amministratori locali impegnati sui territori.
La Rete di Trieste si propone di rilanciare la partecipazione attraverso un nuovo stile di azione politica che rimetta al centro i bisogni delle persone e delle comunità, affrontando temi cruciali come il problema della casa, il disagio giovanile, il welfare territoriale, le sfide ambientali e lo spopolamento delle aree interne. Come sottolineato dai principali animatori della rete, Francesco Russo ed Elena Granata, l’obiettivo è “piantare il seme di un nuovo stile: un impegno generoso e gratuito per la politica, sia territoriale che nazionale.”


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