Sullo scempio delle ville di Agrigento ci scrivono molti agrigentini. Iniziamo con la pubblicazione di un intervento della nota scrittrice e poetessa Giuseppina Mira:
Lo scempio delle ville agrigentine è rovina e distruzione dell’ambiente. Il cemento al posto del verde vuol dire che il cemento tiranneggia, soffoca, riduce al grigiore la vita. Per quanto concerne la villa Garibaldi, viene spontaneo pensare che non l’avrebbero distrutta se fosse stato vivo l’Eroe dei due mondi, poiché non avrebbero avuto l’ardire di non concedere un angolo di paradiso a chi con le sue gesta aveva affascinato e conquistato gli animi di due mondi. All’impresa luminosa dei Mille si contrappone l’impresa al buio di mille scartoffie che decidono la sorte della villa Garibaldi e delle altre. In tal caso si subiscono “atti villani”. Ma non è giusto, altrimenti lo scopo della villa di essere accogliente non si concilia con la villania. L’insolenza, lo sgarbo e l’offesa procurati alla villa Garibaldi avrebbero dovuto essere difesi dall’impresa dei Mille. Ma è difficilissimo trovare Mille volontari che difendano la villa Garibaldi e le altre, è più facile trovarne Mille a favore delle villanie. Purtroppo è così! Questo è progresso? No, è regresso se le ville si chiamano “villanie.”.