Ven. Apr 4th, 2025

IL MANZONI CHE NON TI ASPETTI  SUGGERISCE LE  COORDINATE CULTURALI PERFINO AD AGRIGENTO

di Adalgisa Biondi

Il 27 dicembre dell’anno oramai tra­scorso, si è tenuta nella  splendida cor­nice e tempio della conoscenza quale è, per Agrigento, la Biblioteca Lucchesiana, una conferenza su Alessandro Manzo­ni tenuta dal nostro illustre concittadino Matteo Coilura. In effetti, in quell’occa­sione, presso una sala gremita di ascolta­tori attenti ed interessati, si è ufficializzata la personalità della Capitale della Cultura 2025, poiché Matteo Collura, in quanto agrigentino per nascita e per primigenia cultura e formazione, ha voluto donare alla città la conferenza in prima italiana assoluta… la seconda si terrà in maggio presso la casa del Manzoni. Un’emozione per Agrigento, che ha avuto una reazione emotiva all’altezza, rappresentata da uno scrosciante ed illimitato applauso finale, non unico per Matteo Collura abituato ad averne anche di più significativi, (an­ch’io, alcuni anni or sono mi sono trova­ta presso una prestigiosa libreria romana dove si presentava un suo volume ed ho toccato con mano l’importanza di questo nostro concittadino, forse scontato per noi perché suoi conterranei, ma non cer­to per gli abitanti del resto del Paese), ma visibilmente emozionato giacché le pro­prie origini, per quanto si possa creare un proprio nido fuori, sanno del profumo della terra natia e del ricordo del grembo materno, elementi ancestrali dell’esistenza umana. Indubbiamente all’applauso del copioso pubblico in sala non è corrisposta la presenza delle alte cariche locali. E lì ho avuto un attimo di esitazione perché, giornalisticamente, è incomprensibile come una serata di caratura nazionale ap­paia, nell’ordine degli appuntamenti, un qualcosa cui poter venire meno mentre in alcune manifestazioni minori, per dire così, il parterre delle autorità è esaustivo e presente. Mi sono detta poi, che Mat­teo Collura, con il suo voler essere effi­cacemente se stesso al di là dello stereo­tipo del personaggio pubblico, ha sempre voluto fare in modo che sulle sue parole Agrigento potesse farsi domande cui dare risposte che rappresentassero una crescita per la città stessa. Ed ecco che allora la quadratura del cerchio si perfezionava nelle parole di Collura il quale ha presentato non il noioso Manzoni, spauracchio di ogni studente costretto a leggere un tomo più gradito ma l’erudito, l’intellettuale, il cattolico, anarchico Manzoni che costruisce e spiega la  storia della nascita dell’Italia, dei suoi mali, e dì quello che  ne sarebbe venuto nel prosieguo. In una narrazione fatta di momenti eclatanti, susseguita da momenti di riflessione nei quali è venuta fuori l’esperienza maturata dal Collura nel corso della sua intensa vita con la scrittura, nel saper dosare la voce e il tono, l’uditorio agrigentino si è trovato avvolto in una riflessione continua su un capolavoro letterario e di pensiero.. E nelle emozionate riflessioni che Collura aveva condiviso con Leonardo Sciascia suo maestro e amico, gli ascoltatori andavano apprendendo non già una storia scritta ma tutta da riscrivere. Una serata d’altissimo livello nella quale, in fondo, in nuce, si sono trovate motivazioni per le quali da lì a qualche settimana Agrigento si sarebbe trovata impreparata all’appuntamento con la storia, cui, e ne siamo lieti, è stata posta a risoluzione una donna in quanto presidente della Fondazione. Anche nei “Promessi sposi” la donna ne è protagonista e il Collura ce lo ha reso con il suo inconfondibile stile.

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