Ven. Apr 4th, 2025

ARTGALLERY :Humanitas di Ilaria Caputo

di Nicolò D’Alessandro

Nel lontano febbraio 2011, in una nota introduttiva dal titolo

“Mitici appunti” per una mostra realizzata assieme al padre

Salvatore scrivevo: “Ilaria Caputo allieva di sicuro talento del

maestro Totò Rizzuti, attinge a piene mani alla mitologia e

all’allegoria greca, alla statuaria antica guardando con molta

attenzione al lavoro del padre    e mette in scena il suo composto

mondo figurativo carico di citazioni e di metafore attraverso gli assemblaggi, a volte audaci, di generi.      

Sapori poetici, malinconici, caratterizzano il suo lavoro e lo differenziano dal lavoro paterno. Anche lei si avvale della tridimensionalità e

dell’uso espressivo di materiali diversi tra scultura, pittura e

disegno i quali interagiscono per raccontare e convincere,

esplorando   nuovi   linguaggi,   nuove   soluzioni   formali.   Le

contaminazioni di genere e l’ibridazione dei mezzi usati con

abilità e padronanza tecnica, sono già un segno identitario”.

Aggiungevo ancora che “la giovane artista affronta i ritratti

con particolare cura ed attenzione. Si misura emotivamente,

sensibilmente con la realtà. (…) Intensi risultano il ritratto di

Rita Levi Montalcini e i composti ritratti di Papa Woytila, di

Carlo Levi, di Elsa Morante e il somigliantissimo ritratto del

padre Salvatore, abilmente inciso su lastra di zinco. Risulta

interessante il legno dipinto con il profilo della sorella e

l’autoritratto ed ancora il triplice ritratto monocromo, a olio su

tavola, della madre colta in tre fasi della vita. Non ultimo

l’autoritratto dell’artista a sanguigna e matita restituisce

l’abilità che sostiene Ilaria. L’attenzione al particolare che

ampiamente la caratterizza ci restituisce l’idea che il suo

“destino figurativo” si possa esprimere compiutamente in

particolar modo nel ritratto. Pratica e genere un po’ trascurati.

È il mio affettuoso auspicio e, nel contempo, la scommessa che

anche Ilaria vuole sicuramente vincere”.

Riporto una parte di ciò che scrivevo in quell’occasione per

ribadire che quell’antico auspicio conferma la sua coerenza

con questa mostra. Sono passati 14 anni dalla nota d’allora e

l’artista palermitana mantiene, con esemplare continuità, il

suo mondo figurativo ma soprattutto la qualità della originale

cifra pittorica. Conferma di essere abile ritrattista nella splendida prova della mostra “Humanitas” (14-28 marzo 2025)

alla Sala delle Verifiche nel Complesso Monumentale dello

Steri (piazza Marina), a cura di Danilo Maniscalco.

L’artista ha dedicato un anno di lavoro e di studio dei personaggi scelti per restituirne l’immagine        che ancora oggicome allora, si nutre di citazioni e metafore.

I ritratti      da lei realizzati:

Elda Pucci, Biagio Conte, Totò Schillaci, Mario

Francese,   Renato   Guttuso,   Piersanti   Mattarella,   Letizia

Battaglia   Leonardo   Sciascia,   Eleonora   Abbagnato,   Pino

Caruso, Rosa Balistreri, Ignazio Buttitta, Aurelio Rigoli, Giuni

Russo, Ciccio Ingrassia, Franco Franchi, Maria Accascina,

Nino   Vaccarella,   Gino   Morici,   Sebastiano   Tusa,   Franco

Scaldati, Rosario La Duca, Eva Riccobono, Luigi Lo Cascio e

Francesca Morvillo.

Oltre la verosimiglianza del ritratto in sé, i venticinque

personaggi sono mirabilmente raccontati anche dai simboli

adottati che caratterizzano le loro specifiche attività politiche,

culturali, artistiche e professionali.

Ognuno di essi rappresenta una parte della cultura e della

storia siciliana e i visitatori sono invitati non solo a osservare i

ritratti ma anche a riflettere su ciò che questi personaggi

hanno rappresentato.

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