Ven. Apr 4th, 2025

La democrazia è una forma fragile di governo dato che

dipende dai cuori e dalle menti di molte persone.

Martha Nussbaum

di NICOLO’ D’ALESSANDRO

Quando si parla di guerra o di morte non sono mai argomenti piacevoli. Eppure siamo costretti a pensarci. Sfogliando un qualsiasi giornale allineato a questa sorta di delirio collettivo o accendendo la tv per un telegiornale, se ne parla eccome!

In Europa alcuni politici, senza alcun reale mandato da parte dei 27 Stati membri, sproloquiano di una “Europa progetto di pace” o come riporta l’Ansa del 29 marzo arriva dalla Germania la notizia di un pratico “Kit di resilienza” per la «preparazione alle emergenze», sul come resistere 72 ore in caso di crisi.

La proposta istituzionale è stata presentata in un video tutorial, nello stile tik tok, da una sorridente Hadja Lahbib, commissario europeo per la gestione della crisi, e parlando sempre di guerra ed armamenti la Ursula Von der Leyen ha definito l’Ucraina come “Porcospino d’acciaio completamente indigesto per qualsiasi invasore” dichiarando con tono imprenditoriale che “l’Italia trarrà grandi benefici per il fatto che abbiamo giganti dell’Aerospazio come Leonardo e imprese innovative come Fincantieri. Si tratta di investire in queste industrie che creeranno buoni posti di lavoro”.

Anche il governo svedese ha approntato un “Manuale di sopravvivenza” per i propri cittadini che prevede anche un training specifico per “prevenzione degli incidenti, gestione delle crisi, sostanze pericolose, prevenzione degli incendi e soccorso”. Con tanto di esercitazioni ad hoc.

Dopo aver finanziato per tre anni l’Ucraina contro la Russia al Parlamento europeo, in corso a Strasburgo, si discute una strategia comune e condivisa per la difesa di Kyjiv e quindi di tutto il continente. «Questo è il momento della pace attraverso la forza», «Questo è il momento per una difesa comune» ha detto la presidente della Commissione, Von der Leyen. Nello stesso documento si legge: “È necessaria una comprensione più ampia, tra i cittadini dell’Ue, delle minacce e dei rischi per la sicurezza al fine di sviluppare una comprensione condivisa e un allineamento delle percezioni delle minacce in tutta Europa”.

A proposito dell’Ucraina sin dall’inizio del conflitto i sostenitori della guerra esemplificano la questione dicendo di “un aggredito” e di “un aggressore”. Nessuno accenna minimamente a quali possono essere le cause. I “buoni” e i “cattivi” intanto si combattono. Non ha importanza il perché ciò avvenga e chi ha il torto e chi ha la ragione. Un atteggiamento sconsiderato e in malafede di coloro che sostengono tutto ciò al di là della verità e della ragionevolezza.

Nel versante palestinese anche Israele viene eletta l’unica democrazia dell’Oriente, un baluardo della democrazia in Europa. I sostenitori di questa follia dicono: Israele è come noi! Anzi Israele siamo noi! Mentre i negoziati internazionali tentano di mantenere la fragile tregua tra Israele e Hamas, gli Usa, nonostante i deboli tentativi di pace, continuano ad inviare armi, per tre miliardi, ai belligeranti: difendiamo le radici democratiche della civiltà occidentale! Ma Israele è l’unica democrazia che a Gaza, democraticamente, rade al suolo le città e i suoi abitanti causando decine di migliaia di vittime. Chi esprime dubbi in proposito è considerato e tacciato come traditore dei valori democratici. Non importa se in 3 anni sono stati spesi 230 miliardi e distrutta l’economia europea.

La politica (e l’economia) decide senza porsi altri problemi il destino della gente. Non ne tengono conto e non vogliono. Siamo in e nessuno ha chiesto il permesso. Scusate possiamo fare la guerra? Non preoccupatevi a farla ci pensiamo noi!

Una guerra che tiene il profilo basso per non farsi notare. Ma siamo in guerra dal 2022. Riarmarsi, blaterano in molti, è necessario per difendere la pace! Parlano di pace giusta! Ma quella sbagliata quale è?

Molti paesi in Europa hanno già tolto dagli armadi l’idea di pace e di civile convivenza a favore di un riarmo con l’idea di difendersi da attacchi nemici non meglio identificati. Anche nella nostra povera Italia tristi e inadeguati politici dissertano tranquillamente di riarmo, come se partecipassero al gioco del Monopoli o ad un videogame.

In questo insopportabile contesto non è difficile affermare che stiamo vivendo nel clima preparatorio e intimidatorio di un conflitto sostenuto dalla politica, non condiviso naturalmente dalle popolazioni che hanno altro a cui pensare: difendersi dalla recessione e dai gravi problemi esistenziali ma che non possono purtroppo decidere nulla.

Abbiamo sempre pensato che l’America tutelasse la democrazia e abbiamo accettato di vivere sotto le sue ali protettive. Nel frattempo il cambiamento geopolitico nel mondo ha determinato e scoperto le carte di un’America completamente diversa da quella che abbiamo sempre creduto fosse. La trionfale elezione di Trump come Presidente degli Stati Uniti, sostenuto dalla destra statunitense, ha modificato da un giorno all’altro tra dazi e sottrazione di aiuti, gli equilibri esistenti in Europa e la reazione più stupida è stata quella di pensare agli armamenti per rafforzare la difesa di un intero continente.

La triste verità è che siamo in guerra da tempo. Ma la percezione generale, grazie soprattutto al voluto clima di disinformazione della stampa e dell’informazione, è che non lo siamo. Ogni notizia viene accolta e percepita all’insegna della paura e del rischio che possa scoppiare la guerra. Ma la gente non la vuole e preferisce vivere in pace come è giusto sia. Frutto della paura della gente, sempre più disorientata da un futuro incomprensibile, si è sviluppato un sempre più crescente e pericoloso clima reazionario che non sappiamo cosa potrà causare. (nella foto Opera di Silvio Benedetto)

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *